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Andrea Costantini

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Perturbazioni atlantiche e precipitazioni frequenti

Pubblicato il 5 Novembre 2019

Situazione: il flusso perturbato di origine oceanica sta finalmente prendendo possesso della media Europa, apportando una sequenza di fronti con piccole pause, alternando pertanto giornate piovose (con nevicate a quote via via più consone al periodo) a brevi momenti asciutti e più soleggiati (specialmente in quota, mentre in pianura e nei fondovalle tende a persistere l’umidità). Tra giovedì sera e sabato si assisterà ad un certo calo termico associato al transito di un fronte, con nevicate che scenderanno sotto i 1000m sulle Dolomiti ed imbiancheranno anche le cime prealpine per la prima volta da inizio stagione.

Il passo dello Stelvio, celebre meta di sciatori e frequentanti estivi dei tornanti stradali, è ammantato da circa 80cm di neve fresca. Ulteriori preziose nevicate seguiranno nei prossimi giorni.

 

Mercoledì 6 (attendibilità 90%): residuo maltempo notturno con piogge in esaurimento ed ultime nevicate attorno ai 1900-2000m. In giornata cielo molto nuvoloso con qualche rovescio, stante l’aria fredda in quota, con brevi piovaschi che assumeranno forma nevosa fino a 1700-1800m. Tendenza a miglioramento dalla serata con schiarite e calo termico specie in quota e nei settori con minore nuvolosità.

Giovedì 7 (90%): al mattino cielo in prevalenza sereno e temperature piuttosto fresche grazie all’irraggiamento notturno. Nel corso della giornata aumento della nuvolosità e inizio di deboli precipitazioni da ovest entro la notte, nevose oltre i 1400-1600m. Temperature massime in rialzo rispetto a mercoledì.

Venerdì 8 (80%): tempo perturbato con diffuse e continue precipitazioni, anche moderate lungo le prealpi. Il progressivo calo termico permetterà alla neve di scendere fin sotto i 1000m sulle Dolomiti dal pomeriggio/sera, mentre si manterrà sui 1200-1400m sulle Prealpi. Dalla tarda serata tendenza ad attenuazione dei fenomeni. Scarsa escursione termica diurna.

Sabato 9 (70%): la presenza di residua curvatura ciclonica in quota e un minimo di pressione sul golfo di Venezia manterranno condizioni debolmente perturbate con deboli precipitazioni. La neve scenderà a 700-900m sulle Dolomiti e 1000-1200m sulle Prealpi. Tendenza a graduale cessazione dei fenomeni nel pomeriggio con apertura di qualche schiarita in montagna entro sera, associata a marcato calo termico sui settori innevati.

Domenica 10 (70%): temporanea pausa più soleggiata specie nella prima parte della giornata. A seguire, probabile peggioramento ad opera di una nuova saccatura atlantica che disporrà correnti umide e via via più perturbate entro l’inizio di lunedì. Temperature in media stagionale.

Tendenza

Vaste saccature atlantiche, alimentate da aria fredda di estrazione artica, seguiteranno ad interessare il centro-ovest Europa, favorendo frequenti precipitazioni anche sul versante sud-alpino esposto alle correnti mediamente sud-occidentali o sud-orientali. Le temperature si manterranno in media o leggermente al di sopra nelle minime, a causa della frequente copertura nuvolosa. Dalle esatte traiettorie delle perturbazioni e dalla vicinanza ai minimi di pressione dipenderanno le intensità dei fenomeni e la quota neve, ad oggi non ancora identificabili. Si tratterà, con ogni probabilità, di un periodo ottimale (e del tutto tipico) per l’accumulo nevoso ed idrico sul territorio.

Curiosità della settimana

Tra 5 e 6 novembre di 19 anni fa, il ciclone atlantico “REBEKKA” apportò venti tempestosi, mareggiate eccezionali e accumuli piovosi ingentissimi su molte zone del centro-nord italiano, incluso il nostro territorio. La particolare configurazione sinottica di quell’evento, con una depressione molto profonda centrata sulle Isole Britanniche, favorì gradienti di pressione notevolissimi che indussero fenomeni estesi e marcati. L’autunno 2000 è inoltre ricordato per la piovosità straordinaria e l’alluvione di ottobre su molte zone del nord-ovest italiano.

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