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Andrea Costantini

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Correnti occidentali e graduale calo termico

Pubblicato il 2 Settembre 2019

Ben ritrovati a tutti,

l’estate meteorologica 2019 è terminata il 31 agosto lasciandoci in eredità valori medi trimestrali che sono risultati i secondi più caldi dopo il 2003 in Veneto negli ultimi 25 anni (fonte ArpaV: rapporto completo con dati e grafici all’indirizzo https://www.arpa.veneto.it/notizie/in-primo-piano/meteo-e-clima-estate-2019-tra-le-piu-calde-degli-ultimi-25-anni)

In particolare, possiamo apprendere che ” E’ stata un’estate nel complesso calda e siccitosa, mediamente tra le più calde degli ultimi 25 anni, sia per la media delle temperature minime, 1.8°C in più rispetto alla norma, che per quella delle massime, in media +1.4°C, classificandosi al secondo posto preceduta solo dalla caldissima estate del
2003. Per quanto riguarda le piogge è stata tra le più siccitose, al quarto posto dopo il 2001, il 2012 e
il 1994″. La stessa situazione, pur con qualche differenza, si rileva anche su buona parte dell’Europa centrale ed alcuni paesi che si affacciano sull’Atlantico, con anomalie molto marcate grazie all’andamento di giugno e luglio (si ricorderà l’ondata di caldo record)

Gli effetti si sono rilevati anche sulle anomalie di temperatura superficiale di mari ed oceani: il 9 di agosto, buona parte delle zone artiche, estremamente delicate, mostravano valori ampiamente sopra la media, ed addirittura fuori scala (maggiori di 6°C) sulla Baia di Baffin.

Passiamo ora al tempo che ci aspetta: settembre è iniziato con una giornata pienamente estiva (massime ben superiori a 30°C in pianura e minime più tipiche di luglio, attorno a 22-24°C); ora il flusso atlantico sta lentamente abbassandosi di latitudine, sia grazie alla spinta indotta dal progressivo raffreddamento delle alte latitudini che dall’arrivo sullo scenario medio-oceanico delle tempeste tropicali. Tale circostanza, tipica del mese di settembre, provoca una diminuzione di validità temporale delle previsioni sull’Europa, in quanto gli ex-uragani (tra cui Dorian, che sta imperversando sulle Bahamas) vengono a volte “intrappolati” dalla circolazione delle medie latitudini ad est del Canada e, sebbene attenuati e con caratteristiche termodinamiche diverse, sono in grado di iniettare energia allo stato puro, con effetti difficilmente prevedibili.

L’immagine da satellite mostra l’imponenza di Dorian, mentre passa sopra Bermuda e sfiora la Florida.

 

Il tempo diventerà più instabile da giovedì, con progressivo e moderato calo termico ad opera delle correnti nord-atlantiche che sembra caratterizzeranno le condizioni meteo anche nel fine settimana.

In sintesi, ecco il tempo dei prossimi giorni:

Martedì 3 settembre (attendibilità 90%): tempo soleggiato e più asciutto, con leggero calo termico mattutino seguito da rialzo per il generoso soleggiamento. Pochi cumuli pomeridiani senza effetti.

Mercoledì 4 (90%): splendida giornata di sole con aria secca e correnti da nord-ovest, qualche nube pomeridiana sui monti senza precipitazioni. Temperature in rialzo.

Giovedì 5 (80%): graduale peggioramento con cielo inizialmente poco nuvoloso, fino a molto nuvoloso in serata quando salirà la probabilità di precipitazioni anche temporalesche. Temperature in lieve calo, più sensibile dalla serata/notte con l’estensione dei fenomeni.

Venerdì 6 (80%): maltempo notturno con tendenza a parziale miglioramento al mattino. A seguire l’ingresso di aria fredda in quota favorirà una spiccata instabilità che, nel pomeriggio-sera, potrà sfociare in rovesci e temporali sparsi, con nevicate sulle cime dolomitiche. Temperature in ulteriore calo.

Sabato 7  e domenica 8 (60%): la vivacità del flusso atlantico manterrà condizioni di temperatura nella media o qualche grado al di sotto (specie in quota) con probabilità di precipitazioni piuttosto bassa, stante la prevalenza settentrionale delle correnti, che tuttavia potranno dare origine a brevi rovesci in movimento dalle Dolomiti alle pianure.

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