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Andrea Costantini

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Aria calda e a tratti instabile da sud-ovest

Pubblicato il 4 Giugno 2019

Ben ritrovati a tutti!

Come ampiamente previsto, l’esaurimento del flusso atlantico perturbato e il soleggiamento ormai prossimo ai massimi astronomici, hanno generato un repentino aumento delle temperature in 48-72 ore, che sono salite di circa 10-12°C e portandosi addirittura un po’ oltre la media di inizio giugno.

I primi diffusi valori massimi attorno ai 30°C si sono rilevati nella giornata di domenica, come si evince da questa mappa Arpa Veneto relativa al 2 giugno.

Il tempo è ora governato da un’onda di alta pressione sul Mediterraneo centro-occidentale, in risposta ad un’azione atlantica che spinge aria fredda verso le coste spagnole e cerca di avvicinarsi all’Italia, senza riuscirci. Ne consegue che il flusso prevalente è da sud-ovest e trasporterà, per diversi giorni, aria piuttosto calda e umida, specialmente giovedì quando l’instabilità sarà piuttosto sviluppata e localmente associata a fenomeni intensi al pomeriggio.

La mappa a 500hPa per martedì sera identifica bene la spinta dell’aria fredda ad ovest e la risposta più calda e stabile ad est, sull’Italia. Ancora più ad est, nel cerchio azzurro, notiamo la vecchia bassa pressione che ci ha interessati fino allo scorso venerdì: seppur molto attenuata è ancora attiva e concorre a rendere leggermente instabile il tempo sulle zone orientali.

 

Anche nel fine settimana la circolazione vedrà un vivace flusso sud-occidentale, anche se l’alta pressione avrà la meglio e limiterà l’instabilità alle zone dolomitiche. In pianura prevalenti condizioni di tempo stabile, caldo e umido con sensazione di afa.

A medio-lungo termine il “braccio di ferro” tra le due circolazioni dominanti potrebbe vedere un graduale cedimento dell’alta pressione che avverrebbe non prima di lunedì/martedì, accompagnato da un aumento dell’instabilità con fenomeni anche intensi, più probabili sulle Dolomiti e fascia prealpina, associati ad un calo termico nel corso della settimana. Tale configurazione è da confermare e andrà verificata seguendo i bollettini di aggiornamento in quanto l’effettiva penetrazione della saccatura verso est sarà vigorosamente ostacolata dall’alta pressione.

In sintesi, ecco il tempo dei prossimi giorni:

Giovedì 6 giugno (attendibilità 90%): un calo di pressione ed il transito di un cavo d’onda in quota, favoriranno l’instabilità che sarà diffusa e, complici il caldo e l’umidità elevata, potranno aversi temporali intensi nel pomeriggio, talora accompagnati da grandinate, raffiche di vento e piogge forti e localizzate. In serata miglioramento generale con esaurimento dei fenomeni entro la notte.

Venerdì 7 (90%): al mattino tempo soleggiato con modesti cumuli in sviluppo a partire dalle zone montuose; dal primo pomeriggio formazione di rovesci e temporali sparsi sulle Dolomiti e prealpi con parziale e temporanea estensione alle pedemontane, specie nel tardo pomeriggio. In serata tendenza a cessazione dei fenomeni ed ampie schiarite ovunque. Temperature stazionarie su valori prettamente estivi a tutte le quote.

Sabato 8  (90%): la pressione andrà temporaneamente aumentando e vi sarà un’avvezione di aria più secca e stabile che favorirà il bel tempo con rischio molto basso di qualche breve rovescio sui monti al pomeriggio. In pianura cielo in prevalenza sereno o poco nuvoloso con massime attorno a 30/32°C

Domenica 9 (80%): da ovest tenderà, lentamente, ad avvicinarsi la saccatura atlantica, disponendo un nuovo rinforzo dei venti da sud-ovest specie in quota. Il tempo risulterà ancora stabile a scala generale, anche se l’avvezione umida darà maggior spazio alla formazione di nubi cumuliformi dal pomeriggio-sera che daranno luogo a rovesci e qualche temporale sulle Dolomiti. In pianura prevarrà invece il sole con afa moderata.

Curiosità della settimana: il mese di maggio si è concluso con vistose anomalie termiche di segno negativo su buona parte dell’Italia e del centro Europa, frutto di ripetute avvezioni fresche o fredde di estrazione nord-atlantica e alla frequente nuvolosità associata a precipitazioni. In questa mappa che rappresenta a colori l’anomalia della temperatura a circa 1500m di quota (in “libera atmosfera”) vengono confrontati diversi mesi di maggio con caratteristiche climatiche sotto norma e si nota che il 2019 è stato il più marcato almeno degli ultimi 15 anni su molte zone. Un raro episodio immerso in mesi o anni di ininterrotte anomalie termiche positive (che continuano a livello globale, dove si parla veramente di clima della terra). Grafica a cura di Andrea Corigliano.

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