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Andrea Costantini

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Instabilità con temporali anche forti e calo termico

Pubblicato il 1 Luglio 2019

Lo avevamo detto: l’ondata di calore sarebbe stata notevolissima, con valori potenzialmente record. Ebbene, tale previsione non si è fatta disattendere e se in Francia si sono superati i 45°C per la prima volta dall’inizio delle misure, e molte stazioni sono rimaste su 42-44°C (superando anche i recenti record del 2003), sulle nostre regioni il caldo è stato significativo soprattutto in quota, in particolare giovedì 27 giugno quando molte stazioni attorno a 1000m di quota hanno registrato punte superiori a 30°C (come in Pian Cansiglio con massima a +31,1°C).

Ai circa 4360m del rifugio Vallot (Monte Bianco), la temperatura è sopra lo zero ormai dal 24 giugno. Difficile esprimere a parole il significato e gli effetti di queste spropositate anomalie sull’ambiente di alta montagna (inclusa la tenuta delle rocce, fusione glaciale e tanto altro)

Un approfondimento sul fenomeno nel suo complesso possiamo leggerlo sul sito della Società Meteorologica Italiana  mentre a livello locale è utile riportare le parole pubblicate sulla pagina https://www.facebook.com/UMFVG :

“Solo il giugno 2003 è stato più caldo, dal 1920 ad oggi, a Trieste e nel Friuli Venezia Giulia”

“Il 2019 ed il 2003, assieme al vicino 2017, spiccano per essere gli unici tre mesi ad aver superato une temperatura media mensile di 24.0°C mentre è dal 1995 che non si scende più al di sotto dei 21.0°C, cosa molto ricorrente (1 evento ogni 2 anni) fino alla metà degli anni ’90”.

Aggiungiamo che, a fronte di un mese di maggio piuttosto freddo ma in assoluto non tra i più freddi, giugno è salito subito al secondo posto dei mesi più caldi dall’inizio delle misure.  Questa mappa identifica l’anomalia mensile su riferimento 1981-2010: si nota la vastità e rilevanza dell’anomalia positiva che non è limitata all’Italia…

Anche Arpa Veneto ha emesso un comunicato ad alcuni dati, possiamo leggere il contenuto a questo indirizzo 

Passiamo ora alla situazione ed alle prospettive: il robustissimo anticiclone africano, responsabile dell’ondata di calore record ed estremo, si indebolisce gradualmente a partire dalle zone alpine, lasciando spazio a instabilità via via più marcata che dalle Dolomiti si estenderà, nei prossimi giorni, anche alle prealpi ed alle pianure specie verso il tardo pomeriggio-sera. La presenza di aria ancora molto calda ed umida favorirà le condizioni ideali per lo scatenarsi di fenomeni anche molto intensi, seppur localizzati, con rovesci di pioggia abbondante, venti a raffiche e grandinate. Anche a medio termine le nostre zone rimarranno sul confine tra l’alta pressione (ancora forte sul Mediterraneo) e il flusso più fresco atlantico che scorrerà a nord delle Alpi: attendiamoci pertanto varie fasi di instabilità con temperature sempre poco sopra la media e fenomeni anche molto intensi.

Già in queste ore alcuni temporali sono attivi sulle Alpi e parte delle pianure e si estenderanno verso est, come ci mostra l’immagine da satellite seguente.

A livello europeo, persisterà un’anomalia barica ad ovest della Spagna che favorirà il mantenersi di una significativa avvezione calda sulla penisola iberica, parte della Francia e il Mediterraneo centrale. Questa configurazione, già vista in estati molto calde, tende a persistere e favorisce la disponibilità di aria molto calda a breve distanza dalle nostre regioni. E’ dunque ragionevole attendersi contrasti termici sostenuti con l’aria più fresca atlantica quando essa riuscirà ad essere più incisiva sulle Alpi, e nuove ondate di caldo intenso qualora il flusso oceanico venisse respinto più a nord.

In sintesi, ecco il tempo per i prossimi giorni:

Martedì 2 e mercoledì 3 luglio (attendibilità 90%): tempo instabile con temporali frequenti e talora intensi più probabili sulle Dolomiti ma in estensione, a macchia di leopardo, anche su Prealpi e pianure. Calo termico in quota e nelle zone più colpite dai fenomeni.

Giovedì 4 (90%): la pressione tenderà a risalire, e l’instabilità, seppur presente, sarà di minore estensione ed intensità, con fenomeni meno probabili dei giorni precedenti. In pianura prevalenza di condizioni di bel tempo fino al tardo pomeriggio quando si affacceranno isolati temporali in arrivo dalle montagne, in serata probabilità di fenomeni in calo. Temperature in leggero ulteriore calo con massime tra 28 e 30°C, pertanto ancora leggermente sopra la media.

Venerdì 5 (80%): un temporaneo ulteriore rinforzo dell’alta pressione indurrà una giornata in genere stabile e soleggiata con rischio assai limitato di qualche breve ed isolato rovescio pomeridiano sulle Dolomiti. In serata cielo in genere sereno.

Sabato 6 (80%): tempo stabile e soleggiato in pianura e prealpi; sulle Dolomiti situazione simile fino al primo pomeriggio, poi tenderanno ad aumentare le nubi e la probabilità di fenomeni, seppur in maniera isolata. Temperature stazionarie, sopra la media.

Domenica 7 (70%): un leggero calo di pressione in quota, associato al transito di un lieve cavo d’onda, genererà una spiccata instabilità con fenomeni già in mattinata sulle Dolomiti, in estensione anche a Prealpi ed alte pianure nel pomeriggio-sera, localmente accompagnati da forti venti, precipitazioni intense e grandinate. Temperatura in leggero calo, più marcato in caso di eventi significativi di natura temporalesca.

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