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Andrea Costantini

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Aria fredda incombe sul fine settimana, evoluzione incerta

Pubblicato il 17 Marzo 2020

Situazione: un vasto campo di alta pressione interessa le nostre regioni fino a venerdì e prima parte di sabato, garantendo temperature piuttosto miti (seppur prossime alla norma), ampia escursione termica diurna e cielo in generale sereno o poco nuvoloso. Tra sabato pomeriggio e la prima parte di domenica si avvicinerà da nord-est una massa d’aria assai fredda per la stagione che, stando alle proiezioni oggi disponibili, interesserà solo marginalmente le nostre regioni, apportando tuttavia una significativa riduzione delle temperature e possibili rovesci o temporali con venti forti in corrispondenza dell’ingresso del flusso orientale. La previsione è incerta oltre domenica, seguire gli aggiornamenti presso le fonti ufficiali (Arpa Veneto).

Giovedì 19 e venerdì 20 (attendibilità 90%): tempo stabile e soleggiato con cieli in gran parte sereni, eccezion fatta per qualche nube bassa sulle prealpi e foschie mattutine e dopo il tramonto in pianura che tenderanno ad estendersi ed intensificarsi nel corso di venerdì. Ampia escursione termica diurna con valori minimi poco sopra gli zero gradi e massime attorno a 18-20°C.

Sabato 21 (80%): al primo mattino cielo poco o parzialmente nuvoloso. Da metà giornata aumento della nuvolosità anche cumuliforme dapprima sui rilievi e poi anche in pianura con sviluppo di rovesci e temporali che da est si propagheranno verso ovest nel pomeriggio-sera, accompagnati da un rinforzo dei venti orientali e da un primo calo termico più significativo se i fenomeni fossero di moderata o localmente forte intensità. Nella notte fenomeni in attenuazione con calo della quota neve fin verso i 1200-1400m o localmente anche al di sotto.

In questa mappa che rappresenta a colori la temperatura a circa 1500m prevista per le ore 02 di domenica (base ECMWF, elaborazione Windy.com) osserviamo l’ingresso dell’isoterma 0°C (colorazione azzurra, elaborata) con i venti da est-nord-est.

Domenica 22 (60%): evoluzione incerta. L’aria molto fredda di origine artica si ammasserà a nord delle Alpi e fluirà parzialmente anche attraverso la porta della Bora, sfociando come venti nord-orientali su tutte le nostre regioni. Avremo l’ingresso di masse d’aria più secca, tuttavia la dinamicità dell’atmosfera potrebbe generare isolati rovesci o brevi temporali nel tardo pomeriggio, specie se vi fosse un certo iniziale soleggiamento pomeridiano in grado di trasferire energia radiante al suolo. Le temperature saranno in netto calo a tutte le quote con valori massimi in pianura attorno a 10°C (quindi circa 10°C in meno rispetto ai giorni precedenti) e valori serali che, qualora il cielo si presentasse in prevalenza sgombro da nubi, potrebbero scendere verso gli zero in maniera diffusa. Condizioni invernali in montagna.

Tendenza

Il flusso freddo interesserà maggiormente il centro-est Europa apportando una severa fase dal sapore invernale; le nostre regioni risentiranno in misura minore degli effetti di tale circolazione, tuttavia specie tra lunedì e martedì la presenza di aria assai fredda per la stagione (valori di circa 6-8°C sotto la media a circa 1500m di quota in libera atmosfera) unita a cieli in prevalenza sereni favorirà gelate mattutine anche in pianura con massime in genere comprese tra 7 e 10°C. Saranno assai basse le probabilità di precipitazioni, sebbene la tendenza complessiva sia assai incerta e possa ancora presentare variazioni, legate alla scarsa predicibilità dell’atmosfera in queste configurazioni dinamiche e alla distanza che ci separa dagli eventi previsti. Seguire dunque gli aggiornamenti affidandosi solo a canali ufficiali e fonti verificabili.

Due evoluzioni possibili a confronto: sempre considerando la temperatura prevista a circa 1500m, confrontiamo il modello GFS (prima mappa) e il modello ECMWF (seconda mappa) con target martedì 24 marzo, ore 12. Notiamo che i valori previsti sono nettamente diversi sulla verticale delle nostre zone, variando da circa -8°C per il primo modello e +1°C per il secondo modello.

Si comprende quindi come la previsione sia affetta da notevole incertezza oltre i 4-5 giorni, sebbene sia riconosciuto il calo termico che interverrà, senza poterne valutare adeguatamente effetti, durata e intensità.

Curiosità della settimana

Ad inizio aprile 2003, dopo un inverno invero secco e spesso mite (ma non paragonabile alla stagione appena conclusasi…), una robusta irruzione di aria molto fredda prese le mosse dalla Scandinavia e scese fin nel cuore dell’Europa, apportando un’ondata di freddo assai raro per periodo ed intensità. Sulle nostre regioni l’ingresso del fronte artico avvenne con nevicate fino a quote collinari e brusco calo termico, a cui seguirono due notti serene con gelate in pianura anche assai consistenti (7 e 8 aprile) che apportarono danni ingenti alle fioriture ormai avanzate dopo le mitezze dei mesi precedenti. Di lì a poco però, avrebbe preso avvio quella che, almeno fino ad oggi, è considerata l’estate più calda del secolo.

Di seguito la mappa di reanalisi del 7 aprile 2003, temperatura in libera atmosfera a circa 1500m (850hPa)

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