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Andrea Costantini

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Torna prepotente l’anticiclone subtropicale

Pubblicato il 11 Settembre 2019

Sembrava finita: con la discesa di aria fredda dal nord Atlantico che ha apportato un netto calo termico a cavallo dello scorso fine settimana e la fresca sveglia del 9 settembre (minime in pianura di poco sopra i 10°C, e vicine allo zero sopra i 1000m come in Pian Cansiglio, dove il termometro si è fermato a +3,2°C),  l’estate pareva archiviata.

Sono apparsi maglioncini, pantaloni lunghi e i più attenti avranno anche sentito qualche “ecciù”, sintomo di raffreddori che hanno fatto presa piuttosto diffusamente a causa della repentina discesa delle temperature (a Vittorio Veneto, a fronte di una massima attorno a 33°C il primo settembre, abbiamo osservato un valore sotto i 20°C il giorno 8).

Non è mancata la neve in montagna, del tutto normale in questo periodo dell’anno in episodi simili; una spruzzata fino a circa 2000m, con accumuli di 25-40cm oltre i 2500-2700m, preziosissimi per arrestare la fusione glaciale e nivale, proseguita a pieno regime per tutto il mese di agosto stante le condizioni quasi perennemente sopra la media, come ci riassume Arpa Veneto. Nell’immagine, la webcam dal Lagazuoi al mattino del 9 settembre (fonte www.rifuginrete.com)

Transitata la perturbazione, il tempo si è ristabilito ed è pronta a tornare una presenza ingombrante e fastidiosa: l’alta pressione sub-tropicale di origini nord-africane. La circolazione di aria sempre più calda e stabile sarà manifesta da metà settimana e subirà un ulteriore rinforzo nel weekend, quando i valori saranno nuovamente paragonabili a quelli estivi con massime in pianura che torneranno sopra i 30°C. La neve caduta in montagna fonderà e i ghiacciai torneranno ad esporsi alla fusione, stante lo zero termico posizionato oltre i 4200-4400m (valore del tutto anomalo e tipico, fino a qualche anno fa, solo delle ondate di calore intenso nel cuore dell’estate, ma ora presenti anche in pieno settembre).

La mappa di seguito riportata mostra il campo di altezza geopotenziale a 500hPa per domenica: con colorazione rosso vivo vediamo l’anticiclone che si estende dall’Africa verso il centro-est Europa, portando condizioni anormalmente calde per un periodo prolungato. Non è più una novità: è il nuovo clima, o forse solo un assaggio del vero nuovo clima che sperimenteremo nei prossimi anni e decenni, e arriva dopo la seconda estate più calda da inizio rilevazioni (dopo il 2003), come accuratamente descritto dal report emesso da Nimbus – Società Meteorologica Italiana: http://www.nimbus.it/clima/2019/190903EstateCaldaItalia.htm

In sintesi, ecco il tempo dei prossimi giorni:

Giovedì 12 settembre (attendibilità 90%): qualche nube alta al mattino, successive ampie schiarite con cielo sereno e temperature in aumento a tutte le quote.

Venerdì 13 e sabato 14 (90%): tempo stabile e soleggiato con valori di temperatura prossimi a 30°C al pomeriggio in pianura e zero termico in salita a 4000m. Poche nubi pomeridiane senza alcuna precipitazione.

Domenica 15 (90%): l’anticiclone continuerà a rafforzarsi portando aria molto calda di diretta estrazione sahariana in quota, dove lo zero termico si posizionerà attorno a 4500m dando luogo ad una giornata di caldo anomalo. In pianura aumenterà l’umidità che favorirà banchi di nebbia mattutini e nubi basse lungo i rilievi prealpini, così come sugli altopiani e nelle valli, in dissolvimento in giornata.

Tendenza

La situazione rimarrà stazionaria con alta pressione ancora ben presente per buona parte della settimana, sebbene la struttura tenderà progressivamente ad indebolirsi senza tuttavia lasciare spazio a cambiamenti radicali. Il profilo termico si manterrà molto sopra la media in montagna, mentre in pianura osserveremo il formarsi di inversione termica notturna con minime in discesa a fronte di massime ancora superiori a 24-26°C.

 

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