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Andrea Costantini

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Flusso oceanico con passaggi instabili, temperature in calo

Pubblicato il 2 Ottobre 2019

Una perturbazione è in arrivo, dopo molti giorni caratterizzati da atmosfera stagnante, umida ed estremamente mite; in queste ore si sono già registrati rovesci temporaleschi ripetuti sulla fascia pedemontana e prealpina trevigiana nord-orientale, innescati dall’orografia sul flusso umido e instabile pre-frontale sud-occidentale, che precede il transito del fronte freddo, atteso mercoledì a metà giornata

Sul vittoriese, zona particolarmente esposta a queste condizioni meteo, abbiamo registrato accumuli superiori a 50mm in poco più di un’ora sulla fascia più settentrionale del territorio e pendici montuose (come ad esempio sulla stazione di San Lorenzo e di Area Fenderl).

La perturbazione sarà seguita dalla temporanea rotazione a nord-ovest delle correnti con relativo, temporaneo miglioramento grazie all’aria più fredda e secca tra mercoledì notte e giovedì. Nel fine settimana, tese correnti occidentali di aria molto umida e un po’ più mite, di estrazione atlantica, porteranno cieli spesso nuvolosi con tendenza a un nuovo, temporaneo peggioramento tra domenica sera e lunedì.

La perturbazione che transiterà tra venerdì sera e sabato mattina (confinata prevalentemente a nord delle Alpi, vista la traiettoria) sarà composta dai residui dell’uragano Lorenzo, attivo in queste ore in pieno Atlantico e previsto transitare, sebbene declassato a tempesta extra-tropicale, (come mostrano i dati del National Hurricane Center), su Irlanda e Inghilterra, prima di scendere su Francia e centro-est Europa, dove si dissiperà del tutto. Questa tempesta è stata la prima, da inizio rilevazioni a metà ‘800, a raggiungere la massima categoria, pari a 5 su 5 (scala Saffir-Simpson) in una zona dell’Atlantico così ad est (solo 45°W, contro il record precedente dell’uragano Hugo del 1989, fermatosi a circa 54°W). In altre parole, è stato l’uragano più potente ad essersi finora avvicinato, con tale classificazione, alle coste occidentali europee.

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In sintesi, ecco il tempo dei prossimi giorni:

Mercoledì 2 ottobre (attendibilità 90%): tempo instabile con frequenti precipitazioni, anche temporalesche specie nelle ore centrali del giorno, con quota neve in calo fin verso i 2000-2200m a fine evento. Tendenza a miglioramento dal pomeriggio con ingresso di venti settentrionali, anche sottoforma di fohn su alcune valli e sbocchi pedemontani. Temperature in diminuzione con minime registrate la sera.

Giovedì 3 ottobre  (90%): dopo le residue nubi notturne, tempo in netto miglioramento con aria assai fresca specie al mattino salvo per alcune località pedemontane raggiunte dal fohn in discesa dalle Alpi. Risalita termica al pomeriggio grazie al generoso soleggiamento. Minime mattutine attorno a 7-9°C in pianura e massime non superiori a 16-17°C. Calo termico serale piuttosto marcato, specie sulle zone di aperta pianura, mentre sulle zone pedemontane potrebbero esserci residue folate di vento di fohn, in attenuazione nella notte.

Venerdì 4 (90%): nella notte ed al primo mattino cielo sereno con valori minimi anche prossimi a 5°C in pianura; in giornata aumento della nuvolosità dapprima medio-alta e successivamente anche basse, con deboli ed intermittenti piogge la sera. Massime stazionarie o in lieve calo in pianura.

Sabato 5 (80%): nella prima parte della notte residue, deboli precipitazioni, con successiva rotazione a nord-ovest delle correnti e parziale miglioramento. Il cielo risulterà da poco a parzialmente nuvoloso per transito di nubi alte (sottovento alle Alpi), ma non ci saranno precipitazioni. In serata/notte tendenza ad ampie schiarite.

Domenica 6 (70%): iniziali condizioni di cielo poco nuvoloso, ma già le prime nubi da ovest prenderanno posto con successivo aumento fino a cielo nuvoloso nel pomeriggio e coperto la sera, quando avremo deboli piogge in estensione nella notte su lunedì, quota neve oltre i 2200-2400m sulle Dolomiti. Temperature stazionarie, su valori in media del periodo.

Tendenza

Il vivace flusso atlantico interferirà, sulla media Europa, con una saccatura fredda stazionante sulla Scandinavia, tuttavia sono molto basse le probabilità che l’aria fredda riesca a giungere sul nostro comparto; avremo un inizio di settimana umido e instabile con precipitazioni, seguito da un miglioramento tra martedì e mercoledì, in un contesto di temperature in media stagionale.

2 thoughts on “Flusso oceanico con passaggi instabili, temperature in calo”

  1. fabio ha detto:

    Buongiorno Andrea, le tue previsioni a che area geografica si riferiscono?
    Grazie.
    Fabio

    1. Costa ha detto:

      Buongiorno Fabio e grazie per la sua giusta domanda; le previsioni sono focalizzate sul vittoriese/fascia prealpina trevigiana con un richiamo alle condizioni delle Dolomiti (sulle quali però rimando alla consultazione del bollettino Arpa Veneto).
      Grazie per la sua attenzione e buon proseguimento!
      Andrea

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