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Andrea Costantini

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ATTENZIONE: Allerta meteo per piogge potenzialmente eccezionali e vento forte

Pubblicato il 4 Dicembre 2020

Da alcune ore ha preso avvio la prevista, seconda ondata di maltempo che man mano che ci si avvicina all’evento assume caratteristiche di anomalia potenziale per l’accumulo pluviometrico in 48-60 ore e fino a 72 ore (lunedì sera).

Il bollettino Arpa Veneto odierno è chiaro: “L’approfondirsi di una nuova saccatura sulla Francia sta richiamando flusso meridionale d’aria molto umida e provocherà dal pomeriggio odierno fino alle prime ore di lunedì uno spiccato e duraturo episodio di forte maltempo sui monti veneti, dove sono previste abbondanti precipitazioni in un contesto gradualmente meno freddo, specie sabato per forte avvezione meridionale. Domenica il fronte freddo della saccatura imperverserà sulla nostre regione, assieme a l’ingresso di aria di nuovo più fredda nel tardo pomeriggio/sera. Sembra che l’episodio possa definirsi eccezionale per i quantitativi di pioggia attesi per il mese di dicembre che per i cumuli di neve attesi in quota. Lunedì questa seconda saccatura lascerà spazio a una nuova breve dorsale, ma le correnti si manterranno da sud-ovest per l’approssimarsi dell’ennesima saccatura sull’Italia.”

Sul sito della Protezione Civile sono diramati gli avvisi di criticità in costante aggiornamento.

 

La situazione meteorologica, più tipica di ottobre/novembre che non di dicembre per la mitezza del richiamo sciroccale in arrivo e la violenza delle precipitazioni, è innescata dal flusso di aria fredda groenlandese fino nel cuore dell’Africa settentrionale, da cui partirà un’imponente “sciroccata” che persisterà fino a domenica pomeriggio, quando l’avvicinamento e poi il transito del fronte freddo, oltre a causare l’intensificazione delle precipitazioni, favorirà un crollo della quota neve che, nelle prossime ore, salirà fino alle cime prealpine (quota inferiore sulle Dolomiti).

Ecco l’immagine da satellite dell’articolato sistema perturbato che sta per richiamare ingentissime masse d’aria mite e umida da sud, contro l’arco alpino (condizioni di stau). E’ la condizione più perturbata e piovosa in assoluto per le nostre zone.

I quantitativi pluviometrici entro lunedì sera (ma con fascia a maggior concentrazione tra venerdì sera e domenica sera) sono di assoluto rilievo e pongono seria preoccupazione, per la concomitante fusione della neve attualmente al suolo che si aggiungerà al deflusso idrico superficiale. I modelli matematici prevedono punte tra 600 e 700mm sul Friuli occidentale (Cimolais-Barcis e zone limitrofe) e diffusi valori tra 300 e 500m sul territorio montuoso prealpino e Dolomiti meridionali, dove le eccezionali nevicate sopra i 1500-1800m daranno origine a un crescente pericolo di valanghe. Si tratta di valori pari a 1/3 o 1/4 delle precipitazioni medie annuali. Previsti in 72 ore.

Questo un esempio di mappa del modello Arpege, molto accurato nel descrivere l’orografia e quindi anche gli effetti delle correnti di scirocco che domineranno la scena, apportando un marcato rialzo termico e venti molto forti specie tra sabato e domenica (in montagna raffiche superiori a 80-100km/h saranno possibili anche nelle valli e nelle aree più esposte)

Il maltempo, seppur in attenuazione, sembra interessare il territorio fino a mercoledì (con temperature e quota neve più basse). L’evoluzione è molto dinamica e si invita a consultare solo fonti ufficiali (già menzionate), mantenendo un comportamento adeguato alle classi di rischio che vengono diramate. 

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